9 marzo 2006


l'ultimo dell'anno del 2004 ero a genova. il primo dell'anno del 2005 ero ancora a genova, visitavo l'acquario più grande d'italia. da quando sto con natasha comincio ad avere una cultura sui pesci, sugli squali, sul bencton, sul necton e sul plancton. tutto molto affascinante, complicato, incredibilmente inspiegabile per me. come la matematica, pensi di stare perdendo tempo in classe con tutte quelle funzioni di secondo grado a due incognite, quando poi un giorno la professoressa fa diventare quell'equazione un disegno, e tutto ti sembra incredibilmente inspiegabile. incredibilmente inspiegabile che bella parola.

questa è la storia del pesceluna che il giorno del primo dell'anno del 2005 dalla vasca squali, mi guardò fisso negli occhi e mi disse queste parole: toh reh coh loh boh! toh reh coh loh boh!
ne sono sicuro. sono rimasto quasi incantato davanti a quella vasca. entrare in un acquario mi fa venire i brividi. è strano. dall'ingresso all'uscita ho un strana sensazione addosso, mi sembra di tremare. forse perchè sono del segno del toro. un segno zodiacale di terra. quindi entrare in acqua mi fa sempre questo effetto. è un ambito quello dell'acqua che mi spaventa. mi viene in mente questa estate alla spiaggia delle due sorelle, vicino ad ancona, quando abbiamo deciso di andare a vedere una caletta dall'altra parte. natasha decise di andarci a nuoto, per me invece fu più naturale scavalcare le rocce. pensiero di terra. pensiero di mare. il pesce luna assomiglia ad un disegno di nico nanni, è una creatura strana. per quasi tutto il tempo galleggia in mare aperto. non fa assolutamente niente, nessuno esattamente sa di cosa si nutra o come si riproduce, non ci sono studi sul pesce luna. nessuna sa da dove viene. in inglese lo chiamano sunfish, invece il suo nome scientifico è mola-mola, siccome lui è l'unico esemplare dello stesso genere e specie, il suo nome è lo stesso della sua specie, come candy-candy. il suo volto ha qualcosa di umano e quel giorno davanti alla vasca squali ero curioso di vederlo. sarebbe stata la mia prima volta di fronte al mola-mola. è rimasto tutto il tempo a boccheggiare in alto, poi improvvisamente si è staccato con violenza fino ad arrivare davanti a me, mi stava guardando era una sensazione troppo forte per non crederci. ha ripetuto quelle sillabe davanti a me e poi lentamente è risalito in acqua.

"toh reh coh loh boh" ho scritto queste poche note sul mio quaderno da viaggio e ieri le ho ritrovate. prima di partire con natasha per barcelona. il mio regalo di natale è una visita all'acquario di barcelona. è passato un anno. è una splendida giornata e dall'aereplano si vede tutto il viaggio e le città come su google heart. il mare, le montagne, la neve sulle vette. troviamo un albergo vicino alla rambla e alla sera passeggiamo fino al porto dove c'è la il ponte sul mare e la torre di colombo che guarda lontano verso l'america. è in questo momento che mi ricordo la frase del pesce luna. rimetto insieme le parole senza significato e trovo la soluzione. un anno fa a genova mi chiedeva di andare a barcelona, nell'acquario di barcelona. avrei incontrato un altro pesce luna che mi avrebbe parlato e mi avrebbe rivelato una seconda frase. il secondo passo.

di mattina ci svegliamo di buona ora per arrivare presto all'acquario, passiamo davanti alla torre di colombo e dopo una passeggiata a piedi attraverso il porto siamo davanti all'ingresso dell'acquario. ancora non c'è molta gente e decidiamo di fare colazione tranquillamente dentro il bar dell'acquario. più tardi, quando siamo davanti alla sala più grande dell'acquario, quella che passa attraverso la vasca in un tunnel di vetro cerco il pesce luna, mi riconoscerà? mi parlerà di nuovo? mi sono inventato tutto? lo cerco tra gli enormi squali toro, i tonni che si muovono a branchi, gli squali nutrice e tutti gli altri pesci intorno a noi ma non lo vedo. chiedo a natasha se vuole rifare con me il giro ma non c'è.

è l'ultima sala, c'è l'uscita dopo la vasca dei pinguini. natasha vede l'ufficio informazioni e proviamo a chiedere notizie del pesceluna. la ragazza dietro al bancone mi dice che è in quarantena. natasha mi dice che è una forma carina per dire che è in stabulario e sta morendo, non possono dirti che è ammalato. in tutti gli acquari c'è questa forma di politica aziendale. quando usciamo penso che forse avrei dovuto risolvere prima l'enigma del pesceluna. natasha mi consola dicendo che da tempo si sapeva che stava male. continuo a pensare al pesce luna. al fatto che non si sa niente di lui. alla sua espressione attonita. gli occhi completamente a palla. all'impressione che avrebbe potuto fare in tempi non moderni. fa impressione adesso, immagina per dei pescatori del passato. penso a come nascono le leggende. le leggende nascono dalle impressioni, dalle novità e dalle paure immotivate per una cosa mai vista. penso alle tante cose che avrei potuto scoprire se l'avessi visto di nuovo e se mi avesse parlato, ma forse mi sono inventato tutto.